MIGLIORE+SERVETTO

Milano è una casa collettiva fatta di relazioni e di storie da attraversare. Con @miglioreservetto, lo studio fondato da Ico Migliore e Mara Servetto, abbiamo parlato di progetto come esperienza, di luoghi pensati a partire dalle persone e di una città da ascoltare nei suoi aspetti più intangibili. Allievi di Achille Castiglioni e milanesi d’adozione, da anni lavorano tra musei, spazi pubblici e identità urbane immaginando una Milano sempre più aperta, condivisa e accogliente.

Com’è nato lo studio Migliore+Servetto?
Dal nostro incontro e “per colpa” di Achille Castiglioni a Milano, che da Torino ci ha portato con lui qui.

3 aggettivi ciascuno?
Mara: Consistente, allegra e disordinata.
Ico: Perseverante, divergente e ipocondriaco.

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Quando entrate in uno spazio, cosa guardate per prima?
Ico: acustica, luce, profumo, tutto ciò che è intangibile.
Mara: come si muovono e interagiscono le persone.

Un progetto particolarmente vostro?
Ico: α-cromactive, un’installazione mutante e profondamente dialogante con il contesto. Un’opera di 40 metri di lunghezza al 35° piano del grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino, sospesa a 16 metri d’altezza.
Mara: Look of the city, progettato per le Olimpiadi di Torino 2006 insieme Italo Lupi, amico e maestro. Un progetto su larga scala di identità urbana, pensato come luogo di incontro tra città e persone, con più di 250 installazioni.

Il vostro angolo di Milano preferito?
Mara: Piazza Sant’Eustorgio e il suo parco, che tutti a Milano conoscono come “delle Due Basiliche”, immerse nel verde e nel vivo del quartiere di Ticinese.
Ico: Il PAC, le sue vetrate che guardano verso il giardino con le sculture di Melotti.

Come sarà Milano tra 50 anni?
Un desiderio: senza auto, più verde, più profumata, sempre più polietnica e policentrica, aperta alle multi-età, più “casa collettiva”, potenziata nella sua storia di accoglienza.

La cosa che vorreste davvero progettare a Milano e che nessuno vi ha ancora chiesto?
Si dice che Milano sia la città della Moda e lo è veramente, sarebbe bello progettare un nuovo grande Museo che lo racconti bene.

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